Moto Tecnica

By admin on 19 febbraio 2013 in Dicono di noi
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FUTURE CAFE RACER

Ferruccio Codutti è uno dei più conosciuti e apprezzati “Master Builder” italiani a livello internazionale e sovente ci stupisce con realizzazioni nettamente fuori dal coro. Ecco l’ultima in ordine di tempo.

Chi lo conosce o ha avuto modo di vedere qualche sua Special, sa che il visionario artigiano friulano è un lupo solitario autodidatta con un debole per l’alluminio, tanto che tra gli addetti ai lavori non è raro sentirlo definire come “il maestro dell’alluminio”. Di fatto il pregiato metallo è sempre in quantità industriale in tutte le sue moto, ed è sempre plasmato in modo sopraffino.

Spesso Codutti si cilmenta in realizzazioni poco ortodosse: delle moto uniche, interamente costruite a mano e perfettamente funzionanti, che non seguono mode o dettami del momento, ma prendono esclusivamente la forma voluta dal proprio ideatore.

Per ogni Special, Ferruccio costruisce dei dettagli e delle parti ad hoc che non verranno utilizzati su nessun’altra. Più volte gli specialisti del settore gli hanno proposto di replicare in piccola serie delle parti realizzate artigianalmente per migliorare esteticamente o tecnicamente il prodotto di serie, ma Codutti ha sempre rifiutato, sostenendo che non gli è mai interessato realizzare prodotti in serie, prediligedo la ricerca di soluzioni uniche ed esclusive.

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Questa che vedete è la sua ultima fatica in ordine di tempo. Si chiama Sex Metal ed è sviluppata attorno ad un motore monocilindrico Honda 650 cm3.

L’idea di partenza è un tributo alle amate Cafe Racer degli anni ’60 e al contempo la voglia di reinterpretare questo affascinante segmento in chiave futuristica,mantenendo inalterati – seppur portandoli alla loro frontiera più estrema – i dettami di basa di questa tipologia di moto.

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Nelle Cafe Racer di un tempo, rigorosamente mono o bicilindriche, si rincorrevano le prestazioni elaborando il motore e allegerendo la moto in modo deciso, da qui l’uso di più parti possibili in alluminio. Erano richiesti anche una buona ciclistica, determinante anche per un forte impatto estetico, e gli immancabili semimanubri.

In questo caso, seppur esteticamente la Special non abbia niente in comune con le Cafe Racer di cinque decenni fa, i punti chiave sono stati rispettati. Il motore monocilindrico non è stato elaborato, in quanto questa moto non ha valleità di raggiungere prestazioni più alte di quelle che il motore di serie è in grado di fornire. Non c’è dubbio che il fattore leggerezza sia stato perseguito ad oltranza e che oltre il 90% dei componenti siano realizzati in alluminio.

Per quanto riguarda la ciclistica e impatto estetico, la prima è il punto focale di questa realizzazione, il secondo non ha bisogno di commenti.

Il compatto monocilindrico è il centro attorno a cui gravita tutto quanto. E’ ingabbiato all’interno di due robusti “Omega” in alluminio ricavati da piastroni fresati dal pieno. Da questa struttura portante si dipana tutto il resto, con i volumi più importanti disposti in basso e un elaborato equilibrio tra vuoti e pieni. Va segnalato che in questa Sex Metal il buon Codutti non si è limitato a preogettare e realizzare in proprio solo le sovrastrutture e le parti scatolate in alluminio, ma ha anche progettato e realizzato da solo tutte le parti fresate e tornite – ” volevo divertirmi fino in fondo” ci ha spiegato sorridendo – così alla fine le parti fornite da terzi si riducono a motore, sospensioni, ruote e poco altro.

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Il propulsore ha ricevuto solamente un filtro conico K&N, piazzato bene in vista, e un impianto di scarico realizzato artigianalmente, che, come vedremo, è stato attentamente occultato. Le sospensioni lavorano entrambe attraverso monoammortizzatori forniti dalla Bitubo su specifiche richieste da Codutti. Infine le ruote – quella anteriore realizzata per ospitare lo speciale cuscinetto che permette di sterzare è parte determinante del progetto – sono prodotte dalla Marvic, hanno un diametro di 17″ e montano pneumatici da 120 all’anteriore e 160 al posteriore, misure che consentono un’eccellente maneggevolezza.

La pinza radiale Brembo anteriore è parte integrante del braccio di sterzo ed è coadiuvata da un disco flottante da 320 mm. Stesso marchio anche al posteriore, dove il disco racing è abbinato ad una pinza a doppio pistoncino contrapposto, mentre la pompa radiale al manubrio è una Discacciati. La linea è decisamente futuristica, le sovrastrutture classiche: serbatoio, fianchetti, codino, e anche la forcella, mancano completamente. L’impronta delle prime è solamente accennata mediante delle linee perimetrali, mentre al posto della forcella c’è un braccio oscillante scatolato (stessa soluzione usata posteriormente, ma di configurazione diversa), con la ruota che, mediante dei leveraggi e grazie allo speciale cuscinetto già menzionato, ha la possibilità di ruotare di diversi gradi leteralmente sul proprio asse. Con le linee della parte superiore solo abbozzate stilisticamente, il carburante si trova in basso, sul lato destrodello spoiler, mentre il serbatoio dell’olio è posizionato sotto la sella e sul lato sinistro del motore è presente una capiente vaschetta per contenere eventuali sfiati.

Sul lato opposto dello spoiler è racchiuso lo scarico, accuratamente nascosto anche per quanto riguarda il doppio collettore, mentre nella parte anteriore dello stesso è racchiusa la batteria e i vari cablaggi elettrici. Da segnalare anche la singolare collocazione sul fianco sinistro del doppio faro omofocale e la strumentazione digitale affiancata dal pulsante di accensione posizionati sul “dorso” della moto.

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Da anni ormai il preparatore friulano accompagna le sue realizzazioni più esclusive a degli bikini e delle scarpe a tema (naturalmente il tutto realizzato in alluminio) che poi, come in questo caso, vengono indossate dalla modella che affianca la moto nel corso della presentazione ufficiale.

Testo e foto Giorgio Scialino


FUTURE CAFE RACER

Ferruccio Codutti is one of the best known and internationally admired Italian “Master Builders” who often knocks us out with his clearly outside-the-box creations. Here is his latest.

Anyone who knows him, or has had the chance to see one of his special custom bikes, knows that this visionary artisan from Friuli is really a lone wolf, self taught artist with a weakness for aluminium. This is so well known that people in this business often refer to him as the “Master of Aluminium.” Indeed, this valued metal is always used in industrial quantities in all of his motorcycles, where it is always finely crafted.

Very often Codutti gets involved in the little orthodox creation of one-off motorcycles that are entirely hand built and fully functional. None of these are built following some fashion or trend of the moment. They only take the shapes decided by their designer.

For every special custom bike, Ferruccio fabricates he adds ad-hoc details and parts that will never be used on another bike. On several occasions, specialists in the industry have asked him to replicate some of the parts he has manufactured by hand in a small production run to improve either technically or aesthetically a mass produced product. Codutti has always refused. He has always maintained that he is not interested in mass produced products. He prefers to seek unique and exclusive solutions.

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What you see here is his latest endeavour. She is called Sex Metal. She was built around a Honda 650 cc single-cylinder engine.

The initial idea was to build a tribute to the much-loved Café Racers of the 1960s. At the same time, there was a desire to reinterpret this fascinating era in a futuristic key, maintaining the basic dictates of this type of motorcycle intact, while pushing them to their most extreme limits.

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In the Café Racers of the old days, with strictly single or dual cylinder engines, performance was sought by developing the engine and making the entire bike lighter, which is where the use of as many parts as possible in aluminium came from. Good running gear and suspension were also required along with strong aesthetic appeal. Then there were the inevitable two-piece handlebars.

In this case, even though this custom special has nothing truly in common with the Café Racers of five or ten years ago, the vital points were included. The single cylinder engine was not modified, since this bike has no ambitions to reach for higher performance than the stock engine is already capable of providing. There is no question about how much attention was given to keeping the weight down here as more than 90% of the components on this bike are in aluminium.

The running gear and suspension take first position in this creation with its aesthetic appeal being self explanatory.

The compact single cylinder is the centre around which everything else gravitates. It is caged inside of two robust aluminium “Omegas” that were milled directly out of two large solid plates. From this load bearing structure, all the rest proceeds. The most significant volumes and weights are kept low among an elaborate balance between full and empty spaces. Note that for this Sex Metal our good man Codutti went far beyond merely designing and creating the aluminium superstructure and boxed frames in his own shop, by designing and fabricating all of the milled and turned parts completely on his own. “I wanted to have a good time going all the way with this,” he explained with a smile.

In the end, the parts supplied by third parties came down to the engine, suspension, wheels and little else.

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To the engine was added only a K&N cone filter, installed in plain sight, and a custom exhaust, which as we can observe has been cleverly disguised. Both front and rear suspension have single Bitubo shocks that were custom ordered by Codutti. As for the wheels, the front one, designed to house that special bearing that enables it to be steered, was a critical part of this project. Both were manufactured by Marvic, with a 17″ diameter and were equipped with a 120 tyre up front and a 160 in the rear. In the chosen sizes, these tyres give the bike excellent handling characteristics.

The front Brembo radial calipers is an integral part of the steering gear and is set up with a 320 mm floating disk. The same brand is used for the rear brakes, where the racing disk is combined with a twin facing piston caliper, with the radial pump on the handlebars manufactured by Discacciati. The lines are decidedly futuristic with a classic superstructure: the tank, side panels, tail cowl, and even the fork, are missing altogether. Signs of the former are merely hinted at through the perimeter lines. Replacing the fork is the box girder swingarm (the same solution used in the rear but with a different configuration). The front wheel, using points of leverage and because of the special bearing mentioned before, is capable of turning quite a few degrees to the sides on its own axis. With the lines of the upper part merely stylistically sketched out, the fuel tank is down low, on the right side of the spoiler. The oil tank is located under the seat. On the left side of the engine there is a voluminous tank to contain any fluids that might bleed out.

On the opposite side of the spoiler, there is the carefully concealed exhaust, including the double manifold. In the front part of the spoiler are the battery and several wire harnesses. Also note the singular location on the left side of the bike where the pair of homofocal headlamps is located. The digital instrumentation panel is right next to the ignition button placed on the “backbone” of the motorbike.

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For years now this designer/engineer from Friuli has accompanied his most exclusive creations with bikinis and shoes in a matching theme (obviously, in aluminium), which are then worn by the model, who is placed next the motorcycle during the official presentation.

Text and pictures by Giorgio Scialino

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