Sex Metal

12 febbraio 2013
1°CLASSIFICATA  ITALIAN MOTORCYLE CHAMPIONSHIP 2012 Best in Show
 
1°CLASSIFICATA  ITALIAN MOTORCYLE CHAMPIONSHIP 2014 Categoria Street Performance

 

Si chiama Sex Metal ed è sviluppata attorno ad un motore monocilindrico Honda 650 cm3.

L’idea di partenza è un tributo alle amate Cafe Racer degli anni ’60 e al contempo la voglia di reinterpretare questo affascinante segmento in chiave futuristica, mantenendo inalterati – seppur portandoli alla loro frontiera più estrema – i dettami di base di questa tipologia di moto.

Nelle Cafe Racer di un tempo, rigorosamente mono o bicilindriche, si rincorrevano le prestazioni elaborando il motore e allegerendo la moto in modo deciso, da qui l’uso di più parti possibili in alluminio. Erano richiesti anche una buona ciclistica, determinante anche per un forte impatto estetico, e gli immancabili semimanubri.

In questo caso, seppur esteticamente la Special non abbia niente in comune con le Cafe Racer di cinque decenni fa, i punti chiave sono stati rispettati. Il motore monocilindrico non è stato elaborato, in quanto questa moto non ha valleità di raggiungere prestazioni più alte di quelle che il motore di serie è in grado di fornire. Non c’è dubbio che il fattore leggerezza sia stato perseguito ad oltranza e che oltre il 90% dei componenti siano realizzati in alluminio.

Per quanto riguarda la ciclistica e impatto estetico, la prima è il punto focale di questa realizzazione, il secondo non ha bisogno di commenti.

Il compatto monocilindrico è il centro attorno a cui gravita tutto quanto. E’ ingabbiato all’interno di due robusti “Omega” in alluminio ricavati da piastroni fresati dal pieno. Da questa struttura portante si dipana tutto il resto, con i volumi più importanti disposti in basso e un elaborato equilibrio tra vuoti e pieni. Va segnalato che in questa Sex Metal il buon Codutti non si è limitato a preogettare e realizzare in proprio solo le sovrastrutture e le parti scatolate in alluminio, ma ha anche progettato e realizzato da solo tutte le parti fresate e tornite – “volevo divertirmi fino in fondo” ci ha spiegato sorridendo – così alla fine le parti fornite da terzi si riducono a motore, sospensioni, ruote e poco altro.

Il propulsore ha ricevuto solamente un filtro conico K&N, piazzato bene in vista, e un impianto di scarico realizzato artigianalmente, che, come vedremo, è stato attentamente occultato. Le sospensioni lavorano entrambe attraverso monoammortizzatori forniti dalla Bitubo su specifiche richieste da Codutti. Infine le ruote – quella anteriore realizzata per ospitare lo speciale cuscinetto che permette di sterzare è parte determinante del progetto – sono prodotte dalla Marvic, hanno un diametro di 17″ e montano pneumatici da 120 all’anteriore e 160 al posteriore, misure che consentono un’eccellente manegevolezza.

La pinza radiale Brembo anteriore è parte integrante del braccio di sterzo ed è coadiuvata da un disco flottante da 320 mm. Stesso marchio anche al posteriore, dove il disco racing è abbinato ad una pinza a doppio pistoncino contrapposto, mentre la pompa radiale al manubrio è una Discacciati. La linea è decisamente futuristica, le sovrastrutture classiche: serbatoio, fianchetti, codino, e anche la forcella, mancano completamente. L’impronta delle prime è solamente accennata mediante delle linee perimetrali, mentre al posto della forcella c’è un braccio oscillante scatolato (stessa soluzione usata posteriormente, ma di configurazione diversa), con la ruota che, mediante dei leveraggi e grazie allo speciale cuscinetto già menzionato, ha la possibilità di ruotare di diversi gradi lateralmente sul proprio asse. Con le linee della parte superiore solo abbozzate stilisticamente, il carburante si trova in basso, sul lato destro dello spoiler, mentre il serbatoio dell’olio è posizionato sotto la sella e sul lato sinistro del motore è presente una capiente vaschetta per contenere eventuali sfiati.

Sul lato opposto dello spoiler è racchiuso lo scarico, accuratamente nascosto anche per quanto riguarda il doppio collettore, mentre nella parte anteriore dello stesso è racchiusa la batteria e i vari cablaggi elettrici. Da segnalare anche la singolare collocazione sul fianco sinistro del doppio faro omofocale e la strumentazione digitale affiancata dal pulsante di accensione posizionati sul “dorso” della moto.

Da anni ormai il preparatore friulano accompagna le sue realizzazioni più esclusive a dei bikini e delle scarpe a tema (naturalmente il tutto realizzato in alluminio) che poi, come in questo caso, vengono indossate dalla modella che affianca la moto nel corso della presentazione ufficiale.

Testo Giorgio Scialino (per MotoTecnica)